L’antica edicola votiva di San Rocco a Soccorso: memoria di un territorio di confine
Tra Soccorso di Fisciano, in provincia di Salerno, e Piazza di Pandola di Montoro, in provincia di Avellino, si conserva una preziosa testimonianza della storia e della devozione popolare del nostro territorio: un’edicola votiva dedicata a San Rocco, risalente al XVIII secolo.
L’edicola sorge a ridosso dell’attuale confine comunale, tra via dell’Irpinia e via Federici, lungo un percorso che per secoli ha rappresentato un’importante via di collegamento tra l’Irpinia e il territorio salernitano. Proprio attraverso Piazza di Pandola transitava infatti l’antica Via delle Puglie, storico asse viario utilizzato per raggiungere la provincia di Salerno.
L’immagine di San Rocco
All’interno dell’edicola è custodita una suggestiva immagine sacra di San Rocco, realizzata su piastrelle di ceramica smaltata. Oltre al valore artistico e devozionale, particolarmente interessante è l’iscrizione che accompagna la raffigurazione:
«SAN ROCCO PROTETTORE DI QUESTO CIRCONDARIO S. SEVERINO»
Una frase che costituisce una significativa testimonianza dell’antico assetto territoriale della zona.
Prima della nascita dell’attuale Comune di Fisciano, infatti, questo territorio era storicamente legato allo Stato di San Severino, la cui influenza si estendeva fino alla località di Soccorso. San Rocco, venerato come protettore di Mercato San Severino, diventava così una figura religiosa di riferimento anche per le popolazioni di questo circondario.
Con la soppressione della feudalità e la successiva riorganizzazione amministrativa del Regno di Napoli, Fisciano divenne Comune autonomo nel 1810, determinando progressivamente una nuova configurazione territoriale.
Anche Piazza di Pandola testimonia la complessità degli antichi confini: il suo territorio fu infatti interessato dalle giurisdizioni di Montoro e Mercato San Severino, prima di essere ricondotto, nel 1816, nell’ambito amministrativo di Montoro.
L’edicola si trova quindi in un luogo particolarmente significativo: un vero e proprio territorio di confine, nel quale per secoli si sono incontrate comunità, strade, giurisdizioni e tradizioni differenti.
Lo stemma della famiglia Federici
Un ulteriore elemento di grande interesse si trova nella parte inferiore della composizione ceramica. Sotto l’immagine di San Rocco compare infatti uno stemma attribuito alla famiglia Federici, nome che ancora oggi sopravvive nella toponomastica locale con via Federici.
Lo stemma presenta diversi simboli che sembrano richiamare valori quali fede, amore, fedeltà, alleanza e devozione.
Nella parte superiore compaiono tre stelle a otto punte, che potrebbero essere interpretate, in chiave simbolica e religiosa, come un richiamo alle tre virtù teologali: Fede, Speranza e Carità.
Al centro sono raffigurate due mani che si stringono, antichissimo simbolo di concordia, amicizia, accordo e alleanza.
Nella parte inferiore compare invece un cuore fiammeggiante sormontato da una corona, immagine che può essere associata all’amore, alla passione e alla devozione.
L’interpretazione di questi elementi richiederebbe naturalmente ulteriori approfondimenti di carattere storico e araldico, ma la loro presenza rende ancora più interessante questo piccolo monumento della devozione popolare.
Una testimonianza da conoscere e preservare
L’edicola di San Rocco di Soccorso non rappresenta soltanto un luogo di culto. Nella sua semplicità racconta la storia di un territorio posto da sempre tra la Valle dell’Irno e l’Irpinia, lungo antiche vie di comunicazione e confini che nel corso dei secoli sono mutati più volte.
La raffigurazione del Santo, l’iscrizione riferita a San Severino, lo stemma della famiglia Federici e la stessa posizione dell’edicola costituiscono tasselli di una memoria locale che merita di essere conosciuta, studiata e tramandata.
Piccoli monumenti come questo sono infatti autentici documenti del territorio: testimonianze capaci di raccontare, attraverso immagini, simboli e devozione popolare, vicende che affondano le proprie radici nei secoli.

